La danza che dai bassifondi di Buenos Aires ha conquistato il mondo.
Tango: non è solo una danza di coppia, molto di più di quello che potremmo pensare, una riscoperta per il sesso maschile e femminile, avere la possibilità di riscoprire il proprio ruolo dove oggi è un poco confuso, scoprire nuove emozioni, piacevoli incontri, sentire profumi, vibrazioni e incredibilmente sentirsi vivi ... ma preferisco non andare oltre. L'oggetto in questione è sottile e delicato, si deve degustare, come una bevanda molto particolare per poter capire se piace o no...
Mi vengono in mente le parole di un grande musicista argentino Anibal Troilo, che per 30 anni e più ha deliziato con la sua musica buona parte degli Argentini che ascoltavano e ballavano il tango. A chi gli chiedeva cosa è il Tango, la sua risposta era: ...il Tango non lo si può conoscere: lo si sente o non lo si sente... ... ma non riuscirei a dire ciò che è Tango... ... la sua essenza è nella vita quotidiana
... ... ma il Tango viene da lontano, no , non dal secolo scorso, viene da molto più lontano...
Le Origini: II Tango prende forma alla fine del 1800, nelle città di Buenos Aires e Montevideo in Uruguay, città dirimpettaie divise da un corso d'acqua, il Rio de la Plata la cui ansa che forma dove sfocia è larga una cinquantina di km. Tra il 1850 e i primi del '900 queste città si popolano rapidamente per il giungere di immigrati Europei: Tedeschi, Polacchi, Spagnoli, Ebrei ed una moltitudine di Italiani, si mescolano ai Creoli ai neri ex schiavi dell'Africa e senza saperlo, ognuno di loro porta i propri costumi, il linguaggio, le usanze, la propria musica e la danza del paese d'origine creando il Tango Argentino.
In quel periodo se possiamo usare la parola "primordiale" per il Tango, la maggior parte delle volte lo si ballava tra uomini per un motivo ben preciso. Tra il 1870 e il 1900 il rapporto uomo/donna a Buenos Aires era di 70:1.
Lo si ballava per la strada, alle feste campestri, nei "conventillos" una specie di pensione alla buona, con la gente alloggiata alla meno peggio e nei bordelli. Essendo una danza popolare, nessuno delle persone facenti parte dei ceti più alti si degnava muovere passi di tango, ma probabilmente la voglia di tentare una cosa nuova e soprattutto "proibita" alimentava il desiderio, così qualche rampollo scavezzacollo, di famiglia benestante ruppe gli indugi avventurandosi in qualche bordello per provare l'ebbrezza di questa danza proibita, trovandola sensazionale e virtuosa. Da li il passaparola è rapido, la borghesia scopre il Tango diventando moda.
Se è moda, la città più "a la page" del momento è Parigi, ed il Tango approda in Europa , dalla Francia passa in altri paesi Europei. Ma sbarcato nel Vecchio Continente il Tango viene "ritoccato" snaturato, gli si toglie la sua anima che possedeva in Argentina. E' troppo sensuale, lo si balla troppo vicini tra uomo e donna, non è conveniente per la mentalità europea di quel periodo.
I corpi si allontanano, lo sguardo intenso si perde lontano, e rimane l'illusione di qualcosa di "proibito".
Quando giunge in Italia, il Papa chiede di poter vedere "questo Tango" per capire se è la danza del diavolo; due ballerini argentini danzano per il Papa, cercando di renderlo meno appassionante possibile, sperando di ottenere l'approvazione della Santa Chiesa. Il Papa resta perplesso e sentenzia che forse "è meglio che si balli la "Furlana", non il Tango".
Fortunatamente per il Tango, l'Argentina è lontana dall'Europa e mentre nel Vecchio Continente accade nel giro di 20-25 anni 2 guerre mondiali, a Buenos Aires si continua a ballare e far crescere questa nuova "forma per trascorrere alcuni momenti di felicità"! E' un crescendo, dagli anni '30, il Tango fa da padrone nelle "milongas" (i locali dove si balla il Tango) le orchestre si moltiplicano, è il periodo più prolifico per i musicisti, cantanti, poeti e parolieri.
Negli anni '40 e '50 siamo all'apice del suo fulgore. Alla fine del 1950, lentamente inizia un cambiamento, le grandi orchestre, composte da 8, 15, anche da 20 elementi diventano troppo onerose per potersi esibire nei saloni, circoli e "confiterie", ma anche, perché dagli Stati Uniti sta prendendo piede una musica che fa impazzire i giovani: il rock n'roll!
Al termine anni '60 il Tango è ballato solo da persone anziane, poche. In alcuni Paesi del Sud America inizia un periodo buio e triste, le dittature militari e l'Argentina non è esclusa. Per circa 15 anni il popolo Argentino, muore, perde la sua libertà, saranno anni terribili. Del Tango resta solo una minuscola fiammella.
Terminata la dittatura si riprendere a vivere ed i vecchi ballerini lentamente si ritrovano per risvegliare le sensazioni quasi dimenticate. Siamo verso la fine anni'80 e timidamente alcuni giovani vengono attratti da questa danza, riprodotta da questi signori e signore un poco attempati ma molto virtuosi di fisico e di mente! Il cambio del testimone è avvenuto.
Anni '90 il Tango ritorna in Europa da dove era partito più o meno cento anni prima, i giovani argentini vogliono vivere vedere l'Europa desiderano ritrovare le loro origini e portano con loro il Tango. Oggi in Germania, Francia, Italia, Spagna, in tutta Europa si balla il Tango, vengono organizzati Festival praticamente in quasi tutto il periodo dell'anno nei vari paesi Europei, Stati Uniti e resto del mondo. In quasi ogni città italiana esiste una scuola di Tango Argentino e Associazioni preposte a divulgare questa danza,
questo stile di vita.
Le prime città italiane che hanno conosciuto questa danza popolare argentina, sono state Torino, Roma, Bologna, Venezia, Trieste, poi in cinque sei anni tutte le altre!
II mio incontro ravvicinato. Ho incontrato il Tango nel febbraio del 1990, o forse il Tango mi ha cercato. Nel '96 mi sono recato per la prima volta a Buenos Aires per studiare questa danza per approfondire nuove tecniche e tentare di comprendere la mentalità e il cuore del Tango. Al pomeriggio mi recavo nella scuola del maestro che avevo conosciuto a Venezia, studiavo fino a sera, e alla notte a tentare di ballare cercando di mettere in pratica quello che il mio corpo aveva assorbito e memorizzato.
Compresi una cosa importante, dopo sei anni di tango mi consideravo un ottimo ballerino dovetti ricredermi e con umiltà ripartire da zero. Nello stesso anno decisi di dedicarmi all'insegnamento a questa forma d'arte fisica e relazionale, ci riempie e ci svuota, ci fa sorridere o ci fa arrabbiare, entra ed esce dal nostro corpo come la sua musica, ci fa ritrovare sensazioni perdute o nuove, a BS AS viene usato anche per scopi psicoterapeutici.
La mia definizione del Tango è questa: l'immenso piacere che due persone possono provare danzando ... giungendo ad una fusione unica di felicità.
Fabrizio Zanutto (Bibo).
Dopo aver fatto diverse esperienze in varie danze, nel 1990 si dedica al tango argentino.
Lo apprende studiando con diversi insegnanti, sia maschili che femminili, con stili e tecniche differenti. Nel 1996 si reca per la prima volta a Buenos Aires per studiare ulteriormente e approfondire questa danza. Il suo metodo di "trasmissione del tango" si basa sulla sensibilità e l'ascolto, cercando di estrapolare l'energia che ognuno di noi possiede. Attualmente prende parte nella compagnia Officina Danza diretta da Laura Pulin.
È tra i soci fondatori dell'Associazione La Milonga del Domingo, il cui scopo è la divulgazione dell'arte, danza, cultura e in particolare il tango argentino.
Attività: da settembre a giugno
| Orari | ||
|---|---|---|
| Corso base | martedì | 21.30 - 23.00 |
| Corso base | mercoledì | 20.00 - 21.30 |
| Corso intermedio | mercoledì | 21.30 - 23.00 |